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Dal Master Bicomega: Il fenomeno delle comunità virtuali

Il ruolo attribuito alla rete è quello di autostrada dell’informazione: veicolo capace di elevare a potenza la diffusione delle informazioni.

Tuttavia il network multimediale non può essere considerato solo un potente veicolo di trasmissione di risorse informative, ma è al contempo uno straordinario strumento per lo sviluppo di relazioni di varia natura, come quello delle comunità virtuali.
Inizialmente il concetto di comunità si fondava sullo scambio comunicativo tra persone aventi interessi, idee o stati d’animo in comune. Recentemente, invece, abbiamo assistito alla crescita del network, dove gli utenti partecipano a forme di comunicazione globale.
Le comunità virtuali rappresentano qualcosa in più di un semplice fenomeno sociale; possono considerarsi come un vero e proprio modello di business, che esprime una chiara esemplificazione del passaggio dall’economia materiale a quella virtuale.

community

Per questo, aziende, organizzazioni, persone hanno scoperto il loro valore. Grazie allo spazio condiviso, i soggetti danno vita ad una fitta rete di relazioni al fine di soddisfare esigenze di natura sociale ed economica.

Le comunità virtuali, che solitamente siamo abituati a vedere nel grande mondo di internet, rispondono a determinate caratteristiche; infatti essenziale per la nascita e lo sviluppo delle comunità è la presenza di un interesse comune,un’attività, un settore sociale o economico.
C’è un fitta rete di contenuti, coerenti con il focus, che soddisfa le esigenze di comunicazione dei partecipanti. Oltre alla dimensione informativa, viene stimolata quella partecipativa: si crea un contesto che favorisce il processo di creazione di contenuti da parte dei soggetti che fanno parte della comunità.

Senza dubbio le comunità virtuali sembrano destinate a nascere, essere organizzate e gestite come delle imprese. Difatti, consentono di aggregare risorse di interesse per i componenti, ma soprattutto aggregano persone: accolte in uno spazio dove la comunicazione interattiva è favorita al massimo grado.
In Italia questo fenomeno è ancora in fase di evoluzione. Tuttavia ci sono alcuni esempi significativi che hanno decretato la nascita delle comunità virtuali. Una delle prime comunità virtuali in Italia si fa risalire alla Compac (società americana leader nel mercato per la fornitura di tecnologia), che fondò nel febbraio del 2000 un programma di “Customer Relationship Marketing”, con l’intento dichiarato di attivare un canale di comunicazione diretto con gli utenti. Il progetto fallì. Un anno dopo l’azienda, con sede in Italia, tentò di nuovo il progetto con la creazione di due piazze virtuali: “Agorà” e “Dillo”.
Il primo, per gli esperti delle nuove tecnologie e quindi ai professionisti,il secondo, invece, porta la tecnologia anche nelle case dei meno esperti.
Questo è solo uno degli esempi delle comunità virtuali, oggi, infatti basta entrare in internet fare una piccola ricerca e ci troviamo di fronte a una enorme quantità di comunità virtuali che variano in basa al tipo di contenuto.

Articolo scritto da: Maria Valentina Rotolo

Master frequentato: “Master in Marketing Turistico e Comunicazione Multimediale” ed. 2008

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